Viareggio è sicuramente la località più conosciuta della Versilia. La città dista solo poche centinaia di metri dal nostro Hotel I Pini, infatti al di la del Fosso dell'Abate, fiume che divide le due località si trova Viareggio.
Patria del Carnevale, offre in tutte le stagioni motivi di attrazione turistica. Il nome deriva da "Via Regia", loscalo marittimo costruito dai lucchesi, che attraversava l'allora estesa selva costiera. Di questa selva oggi sono rimaste le pinete di levante e di ponente, con esemplari di pino di notevoli dimensioni. Famosa la passeggiata, uno dei maggiori esempi italiani dello stile Liberty.
Viareggio è l'ideale per una vacanza tranquilla e salottiera. I servizi arrivano direttamente sull'arenile ed è possibile bere un caffè, gustare un gelato o pranzare senza allontanarsi troppo dall'ombrellone. Lo sviluppo della cittadina fu in un primo tempo legato ai cantieri nautici, che costituiscono ancora oggi un fiore all'occhiello del mercato nautico.
Il Carnevale
L'appuntamento più noto e caratteristico di Viareggio è sicuramente quello con le celebrazioni del Carnevale, arrivato ormai alla 129esima edizione.
La sfilata di carri a Viareggio è una tradizione che risale al 1873, quando alcuni ricchi borghesi decisero di mascherarsi per protestare contro le tasse: tra i giovani bene della città nacque l’idea di una parata di carrozze che fin da subito assunse carattere di sbeffeggio, in linea con la millenaria tradizione carnascialesca che ha lo scopo di mettere a nudo ed esorcizzare i problemi della società.
Durante i festeggiamenti, che durano circa un mese, si svolge la caratteristica sfilata di carri allegorici realizzati da maestri artigiani della cartapesta, un materiale che grazie alla sua duttilità e leggerezza ha consentito la costruzione di strutture colossali ma leggerissime, di mascheroni capaci di librarsi nell'aria sfidando la legge di gravità.
Con l’innovazione della cartapesta, o per la precisione della “carta a calco”, si può dire che la storia del Carnevale di Viareggio ha una svolta, soprattutto grazie ai costruttori che, per le loro capacità creative, l’abilità nella modellatura, nel colore e nel movimento, furono denominati, dalla stampa nazionale ed internazionale, “Maghi della Cartapesta”.